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Nell'ultimo nostro incontro,
anche se carico d'anni
e col fisico sfasciato,
ancora ti era animo il sognare
un mondo senza tristezze.
Ancora vivo in te il desiderio
di contribuire a costruirlo.
Da lontano, oltre i limitati spazi dei viventi,
di là m'arrivava il tuo sguardo amico mio.
Trattenevo a stento le lacrime
mentre mi parlavi di una nuova iniziativa
contro le follie della violenza termonucleare.
M'asciugo il volto ora, e ti ricordo:
amico mi sei stato, fratello e
pur se tale mai ti proponesti,
maestro.
Mai ti sei perso in chiacchiere:
ogni tua parola era pregna , essenziale , vera.
E ogni tuo atto conseguente.
Ho nostalgia delle nostre riunioni,
delle nostre iniziative, delle nostre lotte.
Dei nostri amici braccianti e pescatori,
degli “industriali” dei bassi di Palermo,
della Sicilia, di quegli anni...
Ti voglio bene Danilo.
Siamo in tanti a volerti bene
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