|
Febbraio 1952.
Danilo Dolci arriva dal nord a
Trappeto (PA), villaggio di contadini-pescatori nella zona di Partinico-Montelepre
(dove nel dopoguerra la miseria ha generato quel disperato banditismo contro
cui lo Stato italiano e intervenuto solo con un enormemente dispendio-
so impiego di polizia). Lavora
manualmente con la gente.
14 ottobre 1952. Primo digiuno di otto giorni,
nella casa di Mimmo e Giustina, dove e morto un piccolo di fame, affinché le
autorità intervengano dando lavoro alla popolazione. (Nell'occasione arriva
la prima lettera da Aldo Capitini: inizia una fertile amicizia).
1953-'54. Vengono costruiti al Borgo una casa e una scuola
materna per i bambini più bisognosi della zona, e l'Università popolare, con
collaboratori volontari.
Ottobre 1955. Viene pubblicato dall'editore Laterza, a Bari, Banditi
a Partinico, documentazione della situazione nel territorio.
27 novembre 1955. Secondo digiuno, di una settimana: a Spine Sante,
in Partinico, per proporre il problema della costruzione della diga sullo
Jato.
30 gennaio 1956. Digiuno dei mille sulla spiaggia di San Cataldo
(Trappeto) con contadini e pescatori, per lottare contro la pesca fuorilegge
e preparare...
2 febbraio 1956.... lo Sciopero alla rovescia a Partinico, con
centinaia di disoccupati, per riattivare una trazzera intransitabile facendo riferimento
al diritto al lavoro, anche sancito dall'art. 4 della Costituzione italiana.
Danilo (gli viene negata la liberta provvisoria perché giudicato «individuo
con spiccata capacita a delinquere») e 4 sindacalisti, arrestati, rimangono
nel carcere Ucciardone per due mesi. 30
agosto 1956. Viene pubblicato Processo all'art. 4 da Einaudi: la
documentazione dei fatti e del processo (in seguito
allo sciopero alla rovescia) in cui Danilo veniva introdotto ogni giorno con
manette e catene. Memorabile la difesa di Piero
Calamandrei. Danilo e stato scarcerato poiché gli erano stati riconosciuti
«moventi di particolare valore morale».
Dicembre 1956. Prima edizione di Inchiesta
a Palermo (Einaudi), un'autoanalisi popolare sulla sottoccupazione
nella zona: come cerca di sopravvivere chi non ha un vero lavoro?
15 dicembre 1956. Digiuno collettivo nei bassi di Palermo e in tre
paesi della provincia, per denunciare 1'estrema miseria.
1-2-3
novembre 1957. «Congresso
per la piena occupazione» a
Palermo, con la partecipazione di
tecnici, economisti, sociologi e urbanisti, italiani e non.
7-19 novembre 1957. Digiuno di Danilo e Franco Alasia a Cortile
Cascino (PA), in seguito al «Congresso per la piena occupazione», per
denunciare l'orrenda situazione dei quartieri più poveri di Palermo, e
sottolineare i risultati del Congresso.
6 aprile 1958. Una politica per
la piena occupazione, viene pubblicato da Einaudi: gli studi e gli interventi al Congresso.
Il concetto di Piena occupazione viene introdotto pubblicamente per la
prima volta in Italia.
maggio 1958. Si fonda a Partinico il «Centro studi e iniziative
per la piena occupazione», che estende la sua attività nella zona di
Roccamena, Corleone, Menfi, Cammarata e San Giovanni Gemini.
Si formano gruppi stabili di amici
soprattutto in Italia, Svizzera, Inghilterra, Svezia, Germania.
27-28-29 aprile 1960. «Congresso sulle condizioni igienico-sanitarie in
una zona sottosviluppata della Sicilia occidentale», a Palma di Montechiaro
(AG) in collaborazione col dottore Pampiglione.
25 giugno 1960. L'editore Einaudi pubblica Spreco, approfondita
autoanalisi socioeconomica nella Sicilia occidentale.
30 maggio 1962. Viene pubblicato Conversazioni: documentazione
del metodo strutturale maieutico nelle riunioni con la gente semplice.
7 settembre 1962. Ultimo digiuno di Danilo Dolci a Spine Sante per
la diga sullo Iato, seguito da una grande manifestazione popolare. Al nono giorno
di digiuno, giunge da Roma, dalla Cassa per il Mezzogiorno la notifica della
decisione di costruire la diga.
14 novembre 1962. Il lavoro del tecnico agrario Michele Mandiello
comincia a dare frutti. Si costituisce a Menfi la Cooperativa Cantina Sociale
«Il Progresso». Lo stabilimento enologico e un complesso del valore di 300
milioni.
27 febbraio 1963. Inizio dei lavori della diga sullo Iato.
29 ottobre 1963. Digiuno a
Roccamena per la diga sul Belice.
7 marzo 1964. Occupazione nonviolenta della piazza del municipio
di Roccamena, per la diga sul Belice.
22 settembre 1965. Danilo Dolci e Franco Alasia denunciano in una
conferenza stampa, al Circolo della stampa di Roma, il risultato di
un'autoanalisi popolare compiuta nella zona sui rapporti tra mafia e
"politica".
20 novembre 1965. Inizia il processo per direttissima contro Danilo
e Franco su denuncia di un ministro, un sotto-segretario di Stato e numerosi
notabili della zona, indicati nella conferenza stampa come aventi rapporti
con la mafia.
10 gennaio 1966. Danilo digiuna a Castellammare del Golfo (TP).
Durante la settimana emergono pubblicamente indicazioni specifiche sul
rapporto tra mafiosi e "politici" locali.
Settembre 1966. Pubblicato da Einaudi Chi gioca solo: comprende
una parte della documentazione antimafia e delle vicende processuali.
Gennaio 1967. Poiché in una udienza precedente la Corte di Roma
aveva respinto completamente una lunga lista di testi indicati dalla difesa,
Danilo e Franco comunicano tramite lettera alla Corte di rinunciare alla
propria difesa, e revocano il mandato ai propri valorosi avvocati.
5-11 marzo 1967. Duecento chilometri di marcia «Per la Sicilia
occidentale e per un nuovo mondo».
22 giugno 1967. A Roma il Tribunale condanna Danilo Dolci a due
anni di prigione, e Franco Alasia ad un anno e sette mesi. Si presenta
appello.
20 settembre 1967. Protesta antimafia davanti al Parlamento a Roma e
alla sede della Commissione Antimafia. L'opinione pubblica e avvertita. I
notabili di cui si e documentato il rapporto con la mafia, saranno ormai
esclusi dal Governo.
1 gennaio 1968. Iniziano i lavori al Borgo di Trappeto per la
costruzione del «Centro di formazione»: ultimati in sette mesi. Profondamente
rilevanti in tutto questo periodo i contributi di Carlo Levi, Bruno Zevi,
Paolo Sylos Labini, Siro Lombardini.
15 gennaio 1968. Terremoto nella valle del Belice. Il Centro si
mobilita per il soccorso immediato. Tonnellate di generi di soccorso,
pervenuteci dai Comitati amici, vengono distribuite alla popolazione,
concentrando l'aiuto soprattutto a Corleone, Roccamena, Menfi e Partanna.
Si sospendono temporaneamente i
lavori al Borgo di Trappeto.
10 febbraio 1968. I lavori al Borgo vengono ripresi. Si sente la
necessita di portare a termine il nuovo «Centro di formazione per la
pianificazione organica»: più che mai, nella situazione caotica creatasi dopo
il terremoto, questo strumento si rivela indispensabile. Contemporaneamente
vengono avviati gli studi e le verifiche necessarie per approntare un piano
di sviluppo organico della zona: le prime riunioni, gli incontri, i seminari
si svolgono nei mesi successivi proprio nel nuovo Centro, anche se mancano
ancora gran parte degli infissi e gli operai
continuano a lavorare.
15 settembre 1968. Al Borgo di Trappeto viene presentato
pubblicamente in una conferenza stampa ed inviato alle autorità competenti un
piano di sviluppo per le zone terremotate. Tra i caotici interventi statali e
la prima proposta di intervento organico nella zona.
Si indicono «Cinquanta giorni di
pressione» per la zona terremotata, discutendo il plastico del piano in
piazze, strade, cinema. Marce di protesta, digiuni collettivi, scioperi,
scritte murali. Nuove denunce e relativi processi.
30 novembre 1968. «Laurea honoris causa» in Filosofia
dell'Università di Berna a Danilo Dolci.
4 aprile 1969. Seminario a Trappeto sul Tema
«Citta-territorio», con l'intervento di qualificatissimi esperti nazionali e
internazionali. Nel frattempo, era stato pubblicato da Laterza Inventare
il futuro, parziale sintesi dell'esperienza. In questi ultimi anni si e
lavorato alla costruzione della diga sullo Iato 24 ore su 24: 500 persone in
tre turni. E nato un robusto sindacato.
6 luglio 1969. Promosso dal Centro, si costituisce «Il consorzio
irriguo Jato». Il gruppo dei mafiosi locali, che prima dominava il
territorio, e si opponeva alla costruzione della diga (possedeva la poca
acqua sorgiva anche d'estate, che vendeva carissima), viene isolato,
denunciato e arrestato. Tra questi anche Frank Coppola. L'acqua della diga
diviene non solo leva per lo sviluppo economico ma anche leva per la crescita
democratica dell'ambiente: la gente impara a lavorare insieme, impara a
strutturarsi organizzandosi.
7 novembre 1969. Nuovo processo contro Danilo
Dolci a Trapani, su denuncia di un notabile di Castellammare del Golfo
(TP). Il Giudice dichiara «non luogo a procedere».
8 gennaio 1970. «Cooperativa ortofrutticola» di Partinico. Inizia
il lavoro seguito attentamente da Pino Lombardo.
Da questa fase Danilo,
il quale finora coi digiuni ha sottolineato soprattutto l'urgente necessita
che la gente potesse lavorare (l'idea di costruire la diga era di Zu Natale
Russo) pone l'accento sull'autogestito movimento di liberazione popolare e
continua a dedicarsi soprattutto a
un approfondito – essenzialmente
intimo, dal basso – lavoro maieutico di formazione a ogni livello, nella
zona, in Italia e altrove.
25-26 marzo 1970. Una «Radio Libera» da Partinico diffonde la voce
della gente terremotata. Intervento della polizia. Nuove denunce. Parte dei
testi sono pubblicati in Il limone lunare (Laterza Ed.).
23 novembre 1970. Si firma davanti al notaio di Partinico il
compromesso di acquisto di circa 10 ettari di terreno in contrada S.
Caterina-Mirto su cui si edificherà il nuovo Centro sperimentale educativo,
richiesto soprattutto dalle mamme: «un posto dove i piccoli imparino
volentieri». A stento si riesce a raggranellare i due milioni e mezzo di lire
necessarie, e ci si impegna per circa 30 milioni: e un atto di fede nella
vita.
Natale 1970. Seminario a Trappeto sul nuovo Centro educativo.
Progettisti Giancarlo e Giovanna Polo, di Milano.
31 marzo 1971. Si firma il contratto di acquisto del terreno per il
nuovo Centro educativo: 25 milioni e mezzo sono arrivati il giorno prima
inviati dal gruppo di amici tedeschi di Brot Fiir die Welt. Il nostro
amico Martin Niemöller dice in Germania che il nostro metodo educati-
vo non e solo antimafia ma, in
quanto antiautoritario, anche antinazista.
9-12 aprile 1971. Borgo di Trappeto: secondo seminario sul nuovo
Centro educativo. Discussione della prima bozza di progetto. Nasce tra i
partecipanti al seminario – col contributo fondamentale di Ernesto Treccani –
l'idea di un mese di pressione antifascista. Danilo inizia la coordinazione
dell'iniziativa.
28 aprile 1971. Roma, I sezione penale: inizia il processo
d'appello contro Danilo e Franco.
28 novembre 1971. L'idea nata a Trappeto ha fatto strada. L'Italia antifascista
si mobilita. II 28 novembre a Roma, trecentomila persone convergono da tutta
Italia per una delle più imponenti manifestazioni pubbliche della storia
italiana.
Gennaio-marzo 1972. Si e intensificato il lavoro dei collaboratori del
Centro (Franco La Gennusa, Fifiddu Robino e Pino Lombardo) con L'Alleanza
Coltivatori siciliani, per rispondere all'attacco delle forze della politica
locale rivolte a mettere le mani sul Consorzio d'Irriga-
zione, impulso democratico di nuova
creatività. Sono continuate nel contempo le riunioni con la popolazione
locale – bambini, ragazzi, genitori e insegnanti – per raccogliere
suggerimenti e registrare esigenze utili al perfezionamento del metodo
educativo e del progetto architettonico del nuovo Centro educativo.
12 maggio 1972. La Corte del Tribunale d'Appello di Roma ha
rifiutato l'acquisizione di tutte le prove presentate dai difensori di Danilo e Franco Alasia al Processo d'Appello contro
Mattarella-Volpe: in una lettera al Tribunale Danilo e Franco, affermando di
non ritenere
«più possibile che il processo
giunga ad accertare tutta la verità cosi come era nostro proponimento»,
revocano il mandato ai propri avvocati dichiarando che non si presenteranno
più in Tribunale per non «legittimare con la nostra acquiescenza il
risultato» del processo. E ter-
minano dicendo: «A ciascuno la sua
responsabilità di fronte all'opinione pubblica di oggi e alla storia di
domani».
Luglio 1972. S'e costituito ad Agrigento il Consorzio
«Kronion», a cui hanno aderito le neonate cantine sociali «Il Progresso» di
Menfi, «Grappolo d'oro» ed «Enocarboi» di Sciacca, «Trefiumi» e «Acli» di
Ribera, «La vite» di Santa Margherita Belice, «Sambuca di Sicilia» del paese
omonimo: e il lavoro iniziato nel '58 dal nostro Centro tramite Michele
Mandiello, che ha avuto negli anni un enorme e non facilmente prevedibile
sviluppo, interessa 6000 soci per un ammasso annuo di oltre 700.000 qli. di
uva. Le cooperative sono ormai completamente autogestite.
Gennaio 1973. Edito da Einaudi (Torino), esce Chissà se i
pesci piangono, di Danilo Dolci: documentazione del lavoro svolto nei
seminari e nelle riunioni a Trappeto nel '72, «per verificare le indicazioni
emergenti a confermare o modificare l'ipotesi di partenza» con la quale si
concepiva la creazione del nuovo Centro educativo sperimentale.
3 giugno 1973. Si inaugura il nuovo anfiteatro del Centro
educativo, con un concerto dei piccoli flautisti di Edwin Alton (Amico,
Chiara, Daniela e Libera) e degli allievi della scuola Abba di Palermo, con
altri piccoli di Partinico. Nei mesi precedenti, presentato dall'ing. Polo il
progetto esecutivo del nuovo Centro educativo, si erano avviati i lavori
preliminari alla futura installazione del Cantiere, terminata la costruzione
della cabina elettrica e del muro di recinzione.
Luglio 1973. La Corte di Cassazione di Roma conferma la
condanna d'Appello di Danilo Dolci e Franco Alasia alla pena rispettiva di
due anni e un anno e mezzo. Ma la pena viene condonata.
26-31 dicembre 1973. Per chiarire ulteriormente alcuni problemi
essenziali relativi all'avvio del nuovo Centro educativo, contribuire alla
formazione di quadri locali e approfondire il rapporto con i consulenti,
viene organizzato un nuovo seminario al Borgo di Trappeto, con la
partecipazione, tra gli altri, di Johan Galtung,
Clotilde e Maurizio Pontecorvo, Jacques Voneche (intimo collaboratore di
Piaget), Gunnar Richardsson e Olle Edelholm.
12 gennaio 1974. Viene pubblicato dall'editore Einaudi di Torino,
Poema umano di Danilo Dolci.
Febbraio 1974. In contrada Santa Caterina-Mirto, le ruspe hanno
cominciato a scavare: e iniziata la costruzione del Centro educativo.
Primavera-estate 1974. Si sviluppa il processo di autogestione locale: l'Alleanza
contadina si impegna per i problemi relativi alla democratizzazione
dell'acqua della diga sullo Jato; funziona la camera del Lavoro di Trappeto
con forze proprie; la Cooperativa artigiana procede, pur tra comprensibili
difficoltà; Pino Lombardo, e direttamente impegnato in Santa Ninfa per la
ricostruzione nella zona terremotata.
Autunno-inverno 1974. Ferdinand Conrad, Jim Rose e Britta Salzer danno
il loro contributo alla formazione degli educatori interessati a sperimentare
a Mirto. La costruzione della prima parte e finita. Si intensificano i
preparativi per l’avvio dell'attività educativa.
7 gennaio 1975. Comincia a Mirto, a livello informale, la
sperimentazione educativa con 2 gruppi di bambini dai quattro ai cinque anni.
Primavera 1975. SECO (organizzazione degli studenti svedesi)
programma e realizza un Dagswerke (giorno di lavoro) a favore del Centro
Educativo. A Pasqua grande concerto vocale e strumentale a Mirto. La
sperimentazione si estende a tempo pieno.
Autunno 1975. A settembre nel Centro dei piccoli e a ottobre,
nella gia finita struttura del Corpo B, si avvia a livello formale la
sperimentazione con 4 gruppi di bambini di 4 e 5 anni e 2 di 6 anni (in
totale più di 90 bambini).
Dicembre 1975. Gli amici del Peace Memorial Museum di Hiroshima
consegnano al Centro Educativo di Mirto una bottiglia, una canna di bambù,
una tegola deformati dalla peste atomica.
Continua il processo antimafia.
Febbraio 1976. Al Borgo dopo un preseminario di quasi una
settimana si incontrano, per un consulto, alcuni tra i maggiori esperti di
educazione: Paulo Freire, Johan Galtung, Olle
Edelholm, Ettore Gelpi, Gastone Canziani, Jacques Voneche, James Bruni,
Bogdan Suchodolski, Otto Klineberg, Danilo Dolci.
22 marzo 1977. Le autorità locali e regionali non hanno mantenuto
le loro promesse: la strada e il ponticello di accesso a Mirto sono
pericolanti. Il pulmino carico di bambini rischia di precipitare dal
ponticello (oltre dieci metri dal fondo del torrente). I fondi promessi dalla
Regione non arrivano. Il Consiglio del Centro studi e iniziative decide
che, finito l'anno scolastico 1976-'77, non si riapre Mirto se non ci sono
sufficienti garanzie di sicurezza. Duri scontri ostruzionistico-corporativi
vengono pilotati da locali elementi miopi e fascisti.
Febbraio 1978. Profonde pressioni popolari richiedono, con la
costruzione della strada per Mirto, interventi essenziali allo sviluppo della
zona: rimboschimenti, allacciamenti dai bacini contermini alla diga, ecc.
Settembre 1978. Ultimato il progetto, definite le intricatissime
pratiche, le autorità locali e regionali assicurano che la strada e il ponte
saranno entro pochi mesi costruiti. Riapriamo Mirto.
Ottobre 1978. Si avviano le trasmissioni di Radio Città Terrestre,
coordinate da Amico Dolci, in collaborazione al lavoro di un gruppo impegnato
a sviluppare il piano di sviluppo organico per la zona.
Primavera 1979. La documentazione della sperimentazione e
delle difficoltà di Mirto vengono pubblicate col titolo Il ponte
screpolato dall'Editore Stampatori di Torino.Tra difficoltà prevedibili e
impreviste si approfondisce la qualità e l'efficacia del lavoro sperimentale
di Mirto (coordinato da Libera Dolci e Renata Zwick).
Estate-autunno 1979. L'opera poetica di Danilo, a cui gia era
stato attribuito nel '75 il Premio Etna-Taormina per la Poesia
(precedentemente assegnato a Holan, Achmatova, Mario Luzi), rielaborata,
pubblicata col titolo Creatura di Creature da Feltrinelli, riceve il
Premio Internazionale Viareggio.
Intimazioni, minacce, tentativi di
diffamazione, ritiri di passaporto.
Per il lavoro educativo, con
particolare riferimento a Mirto, il Comune di Sesto San Giovanni consegna una
medaglia d'oro.
Viene presentata alle Autorità
competenti la domanda per il riconoscimento di Mirto come «Scuola
sperimentale statale aggregata».
7-11 luglio 1980. Danilo viene invitato dall'Unesco a Parigi per
partecipare ad un «Simposio internazionale sull'evoluzione dei contenuti
dell'educazione generale nel prossimo ventennio». Diversi punti da lui
proposti vengono assimilati nel documento finale che viene inviato
dall'Unesco, come raccomandazione, a ciascuno degli Stati nel mondo.
Autunno 1980. Positive le risposte ufficiali alla richiesta di
riconoscimento per Mirto da parte delle autorità locali e regionali. Da Roma
mese per mese si rinvia: il 15 settembre Mirto si riapre senza un si o un no
da Roma. E ancora si attende la costruzione del ponte e della strada.
Via via le diverse attività vengono
autogestite nella zona; pur attenti ai problemi della crescita locale, la
nostra attività si approfondisce nello sperimentare 1'educare
strutturale-maieutico. In Sicilia, in Italia, nel mondo. Senza quadri,
educatori nuovi, non si possono costruire alterna-
tive valide.
Gennaio 1981. Danilo e inviato
all'UCLA, Università di Los Angeles, per un Seminario di due settimane sulla
sua poesia.
Maggio 1981. L'editore Laterza pubblica il poema Da
bocca a bocca, con prefazione di Mario Luzi.
Ottobre 1981. Malgrado precise disposizioni del Ministro Bodrato
al Provveditore di Palermo, anche per l'81-'82 si e costretti a finanziare il
lavoro educativo di Mirto con l'aiuto di amici.
Primavera-inverno 1982.
La
Boston University Library, dove gia è collezionato il materiale
relativo a Martin Luther King, ha iniziato a raccogliere libri, documenti
e manoscritti di Danilo (e la relativa corrispondenza con Aldous Huxley,
Bertrand Russell, Erich Fromm e altri).
In diverse scuole italiane (a
Mestre, Alessandria, Asti, Alba, Piacenza, Imperia, Varese, Agropoli,
Linguaglossa, Acireale, Messina e altrove) si sperimenta in appositi seminari
la metodologia strutturale maieutica.
Ottobre 1983. La scuola materna di Mirto e finalmente
riconosciuta Scuola statale sperimentale (e sperimenta la metodologia
dai noi proposta, ma con insegnanti di ruolo coadiuvati da Rosalba Martinetti
e Michael Fähndrich).
Settembre 1984. E ultimata la costruzione della strada per Mirto,
a cui e riconosciuta ufficialmente la consulenza del Centro (Danilo,
Rosalba Martinetti, Elena Norman, Renata Zwick Robino, Piero Cartosio).
Dicembre 1985. Si cerca di rendere completamente autogestiti sia
Mirto (affidando strutture e terreno al Comune di Partinico) che il Borgo (al
Comune di Trappeto, accordandoci per una gestione che garantisca la qualità
delle iniziative) : in modo che, pagato ogni debito,
l'iniziativa possa più liberamente
intensificarsi evitando qualsiasi equivoco "patronale".
L'editore Armando pubblica
Palpitare di nessi. L'Argonauta, La
creatura e il virus del dominio e La
comunicazione di massa non esiste.
1988. Il Centro studi e iniziative, da Largo
Scalia a Partinico, è sempre più impegnato a esplorare i nessi tra educare,
creatività e sviluppo nonviolento cercando di esplorare anche praticamente
(in intima collaborazione con gruppi italiani e altrove nel mondo) cosa può
significare nei più diversi ambiti «reciproco adattamento creativo» per chi
sceglie di vivere. In questo orientamento il Centro, nato «per la piena
occupazione», può ormai ristrutturarsi o rinnovarsi «per lo sviluppo
creativo»: attento sempre ai problemi dell'irrigazione democratica e ai
problemi locali, ma soprattutto alla formazione di Centri maieutici in Italia
e nel mondo. Sempre più valido e il collaborare con Nino Mangano (Pedagogia
sociale, Università di Messina).
Gennaio 1989. L'editore Sonda pubblica Dal trasmettere al
Comunicare e la prima Bozza di Manifesto.
Gennaio 1990. Pressioni da Trappeto (che dichiara il lutto cittadino)
per riconquistare l'acqua della diga Jato, rubacchiata legalmente dalle
autorità palermitane: continuano, con successo, negli anni successivi.
1991-'94. Si e approfondito il rapporto coi giudici Cordova e
Caselli.
Si e approfondita la sperimentazione
della struttura maieutica, in varie scuole italiane (dalle Elementari alle
Medie inferiori e superiori, alle Università) dal sud al nord; e attraverso
annuali Seminari nazionali coi maggiori esperti (a Lorica alcune volte, a San
Nicolas in Val d'Aosta, al rifugio Sapienza sull'Etna). Il Comune di Trappeto
ha scivolato con le sue promesse, mese per mese, anno per anno: non ha ancora
avviato praticamente le annunciate iniziative per il Centro di Formazione al
Borgo di Trappeto. L'Amministrazione Comunale di Partinico nella sua
penultima gestione non solo non ha valorizzato la possibilità di usare i 3
miliardi concessi per la costruzione della Scuola Media a Mirto, ma ha agito
in modo che silenziosamente fossero dirottati ad altro. Fin che, nell'ultimo
anno, e stata eletta Sindaco di Partinico Gigia Cannizzo, educatrice
espertissima e Provveditore agli Studi. Stiamo ora con lei esaminando come
riprendere la consulenza della sperimentazione a Mirto in modo da poter
influire qualificatamente, dalla base – e non solo per vie burocratiche –, a
maturare e completare questa fondamentale iniziativa.
Primavera 1995. Intensa attività di Seminari a Partinico,
Corleone, Alcamo, Palermo con partecipazione molto qualificata di educatori e
famiglie.*
13 maggio 1996. Laurea honoris causa in Scienze
dell'educazione dall'Università di Bologna a Danilo Dolci.
21-28 luglio 1996. Seminario «Struttura maieutica e
complessità» in Sardegna, nella stupenda autovalorizzazione di
Villanovaforru, e a Lula ove avevano sequestrato in una grotta il piccolo
Faruk, mutilandolo di un orecchio: una decina di persone ancora vi impedisce
il respiro della gente, nella criminale indifferenza dello Stato.
28 settembre-5 ottobre 1996. In seguito a diversi suicidi avvenuti fra i
giovani de La Maddalena, Danilo – invitato ad un
Seminario con giovani, educatori, famigliari e Associazioni volontarie –
riscontra, pur fra estreme difficoltà, il gravissimo contesto: dall'agosto
'72, senza alcuna autorizzazione parlamentare, segretamente, si e costituita
una base militare USA dotata di perniciosissime armi atomiche. L'assurdo
bubbone-zecca inquina attorno corpi e menti con effetti devastanti in oltre
un decimo della popolazione locale.
|