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L'obiettivo che ho cercato
di raggiungere per la stesura della mia tesi dì laurea è stata la
presentazione dell'ultimo aspetto del pensiero e dell'opera di Danilo
nella sua convergenza con la Scienza della Complessità, argomento
purtroppo quasi del tutto sconosciuto all'interno dell'Ateneo di Catania.
Il lavoro svolto è stato suddiviso in tre parti. di cui la prima consistente
nella biografia di Danilo, la seconda nell'analisi della Struttura
Maieutica Reciproca, l'ultima nella critica alla modernità e proposta
della complessità fatta in particolare da Ervin Laszlo ed Edgar Morin.
e nella convergenza di tale prospettiva con la maieutica strutturale.
Premetto che tale suddivisione è stata dettata dall'unica esigenza
di chiarezza espositiva, e non dall'intenzione di settorializzare
l'unità-complessità degli argomenti trattati. La parte sulla vita
di Danilo mi è sembrata importante per dimostrare come il suo pensiero
da Palpatire di nessi in poi, sia complementare all'attenzione che
il N. ha rivolto alla Sicilia occidentale per quasi un cinquantennio.
Ho evidenziato l'importanza del reciproco adattamento creativo, paragonandolo
alle affinità elettive di Goethe, infatti, come i membri del rapporto
si adattano gli uni agli altri non tollerando passivamente, ma ogni
volta reinventando il "palpito" dei loro nessi, così la reciproca
affinità tra creature non può essere percepita in senso deterministico,
ma è sempre elettiva, richiede cioè la volontà della scelta dell'incontro
e della reciproca comprensione. La Struttura maieutica Reciproca comporta
l'autenticità dei legami, che sono tali quando, grazie all'altro,
"uno non è più lui, / ed è più lui di prima",per citare dei versi
che Danilo scriveva ne 11 limone lunare. Nella reciprocità l'identità
dell'io viene rafforzata, non in nome di un individualismo ottuso.
che può facilmente diventare protagonismo. bensì in nome della dignità
della persona che merita sempre di essere valorizzata per facilitare
l'esplicazione di tutte le sue potenzialità. La Struttura Maieutica
Reciproca, così, ha assunto la configurazione dell'arte dei rapporti,
perché in essi si costruisce l'esistenza di ogni creatura. In questo
senso, nell'epoca in cui la "Tecno-scienza" spersonalizza sempre di
più l'uomo, è possibile sostenere che la maieutica è un processo rivoluzionario,
nel senso in cui Danilo intendeva la rivoluzione: "Rivoluzione è incontrarsi
con sapiente pazienza, assumere rapporti essenziali tra terra cielo
e uomini: gli atomi umani dispersi divengano nuovi organismi". Il
concetto di organismo risulta fondamentale nella prospettiva del pensiero
complesso poiché comporta la stretta connessione dei singoli elementi
tra di loro e con l'intero cui appartengono; in tal modo è possibile
compiere un superamento della logica frammentatrice che da Cartesio
in poi ha caratterizzato il dispiegarsi dello "sviluppo" dell'uomo,
anche a danno, ad esempio, delle altre forme di vita esistenti sul
pianeta. Com-plexus vuol dire intrecciare, tessere insieme, è un concetto
essenziale poiché comporta eticamente il passaggio dalla competizione
alla cooperazione,dalla logica della leadership alla prospettiva della
partnership, secondo cui tutti collaborano alla realizzazione e al
miglioramento dei più profondi interessi di ciascuno e di tutto il
sistema di cui fanno parte. La nuova etica per il terzo millennio,
secondo Laszlo, deve essere non più antropocentrica ma biocentrica
e ciò dovrebbe far sì che il rispetto dell'essere umano nei confronti
di ogni elemento della natura sia non solo dovuto, ma anche voluto.
Laszlo, compiendo un salto qualitativo rispetto alla semplice coesistenza,
ha introdotto il concetto di inter-esistenza, la quale comporta non
rapporti dì semplice tolleranza, ma di attiva partecipazione, cosicché
imparino ad esistere non solo fianco a fianco, ma insieme. L'io, cioè,
può esistere perché - e in quanto- esiste l'altro. E' evidente, dunque,
il valore etimologico originario del termine inter-esse che nella
società contemporanea ha assunto l'accezione principale di "valore
economico , guadagno, accrescimento del proprio capitale". Danilo
ha incontrato Laszlo solo intorno al 1994, eppure l'intuizione della
complessità, della reciprocità, del legame empatico tra le creature,
è stata presente in lui già dalle sue prime scelte; in Conversazioni,
testo in cui è documentato il metodo della maieutica di gruppo, tra
gli "Appunti per l'avvio di discussioni" scrive: "Il patto della collaborazione
è accettare nell'indirizzo di fondo la pluralità delle impostazioni,
fondata sempre sulla reciproca apertura effettiva". La relazionalità,
dunque, si configura come il principio su cui costruire ogni rapporto
e senza il quale la vita inesorabilmente si spegne. E' possibile auspicare
l'evoluzione della coscienza umana verso una prospettiva planetaria,
analizzata da Danilo nel testo La struttura maieutica e l`evolverci.
Tra il pensiero sistemico e la Struttura Maieutica Reciproca risulta
comune infatti la sollecitudine per il futuro dell'umanità la quale,
come scrive Laszlo, è ormai giunta ad un punto di biforcazione tra
"involuzione verso l'estinzione o evoluzione veiso un nuovo livello
di esistenza", e tale scelta dipende dal senso di responsabilità di
ciascuno sul nostro pianeta. La maieutica strutturale, rafforzando
i nessi tra le creature, può configurarsi come valida "strategia evolutiva".
L'evoluzione, tuttavia, è anche co-evoluzione, dalla crescita di uno
cioè dipende la crescita dell'altro, l'io si evolve con, e non contro,l'altro.
Danilo scrive: "Evolversi è coevolversi. Separati, si manca o si marcisce
[...] L'unificante scienza della pluriprospettica complessità può
avviarci a un concepire nuovo che valorizza nuove connessioni ad autorganizzarsi
in ogni ambito". A questo punto mi sembra opportuno fare un cenno
di riferimento alla gente semplice, che Danilo amava e alla quale
ha sempre rivolto la sua attenzione. Per uomini come Zu Peppino, Zu
Vincenzo o Bruno il rapporto con la natura, - il rapporto sano, non
di dominio, dì irrazionale sfruttamento -, è di vitale importanza
per il benessere della stessa vita umana sul pianeta. in tal senso
mi sembra di poter sostenere che l'intuizione dei semplici sia in
piena convergenza con il pensiero sistemico. Zu Vincenzo, ad esempio,
"si mette dentro l'albero" per capire le cure di cui ha bisogno e
considera "criminale" la mancanza di rispetto anche per una sola pianta.
Bruno, calabrese, afferma che "gli alberi fanno bene a tutti, sempre",
esprimendo così in modo immediato il concetto fondamentale della fotosintesi
clorofilliana. Altre affermazioni importanti sono quelle di Mimiddu
il Vaccaro che già negli anni `60, durante le Conversazioni a Spine
Sante, anticipando di decenni il pensiero complesso dice: "Noi dobbiamo
ragionare ed essere al plurale", e "Noi dobbiamo guardare dal punto
di vista di tutto il mondo"; è evidente che Mimiddu è una sorta di
precursore della complessità, tale nesso tra l'intuizione della gente
semplice e la prospettiva sistemica mi è stato confermato da Danilo
e Laszlo nelle conversazioni riportate in appendice alla mia tesi.
Ho concluso il mio lavoro ritornando all'intuizione giovanile di Danilo
della Terra come Creatura-di-creature ed evidenziando quanto la dimensione
dell'utopia. del sogno, sia importante per la maturazione del progetto.
Costanti del pensiero e dell'azione del N. sono state infatti, l'apertura
al futuro e la speranza-certezza di poter cambiare lo status quo.
"Se non spero nell'altro non maturo il nostro possibile sviluppo"
scriveva Danilo nel 1985, mi sembra, questo, un pensiero programmatico
per quanti coltivano il desiderio di far crescere strutture maieutiche
a tutti i livelli per la maturazione di una più evoluta coscienza
personale e planetaria.
Trappeto, agosto 1998
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